Ventitre sculture, delle quali dieci monumentali esposte all’aperto nelle vie di Orta San Giulio e tredici di più piccole dimensioni esposte a Palazzo Penotti Ubertini, nel centro storico di Orta San Giulio, alle quali si aggiungono sette tele dipinte a olio, propongono un’attenta riflessione sugli aspetti dell’arte di Rabarama, in un’esposizione curata da Operaprima e Luca Beatrice:
“Opere figurative, esseri umani rivestiti di pelli arabescate, spesso simili a fantasie presenti nei tessuti damascati, altrove assimilabili a mute squamate, se non a pelli di serpente. E la pelle entro cui sono racchiusi è proprio ciò che contraddistingue i suoi corpi: una sorta di traccia, il segno di una scrittura, l’espressione vivente e l’affermazione di un presente in cui si manifesta il carattere e il senso dell’opera stessa”